L’utilizzo medico e terapeutico della cannabis

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L’utilizzo medico e terapeutico della cannabis affonda le radici nella storia dell’umanità. Oggi la cannabis in molti Paesi sta avendo sempre più attenzione come trattamento per le patologie più disparate e i moderni metodi di indagine scientifica hanno permesso di convalidare molti degli effetti terapeutici scoperti in passato, trovandone di nuovi. La storia della cannabis come farmaco si chiuse bruscamente, quantomeno in America e in Europa, appena prima della seconda guerra mondiale e bisogna aspettare gli anni ’70 per rivedere i primi cenni di una rivalutazione.

Quanto detto è il motivo per i quali il problema è con queste caratteristiche grande: la maggior nasce della nostra popolazione. L’autore fa avvedersi che l’oppio è un farmaco molto sicuro, ed che bisogna solo aver l’accortezza di basare costantemente la scelta del preparato e della dose sul singolo caso: Nessuno dovrebbe essere scoraggiato dal dare dal prendere un oppiaceo, finché diverse preparazioni non sono state provate: e queste prove sono in grado di facilmente esser fatte con tale cautela da promuovere solo minimi disturbi ed nessun pericolo.

Poi fu l’LSD, la cui storia avventurosa è stata oggetto di tanti libri, e che in vent’anni generò innumerevoli articoli scientifici e altrettante vivacissime controversie fra chi lo considerava straordinario strumento di indagine della mente nonché utile coadiuvante nella psicoterapia e nella psicoanalisi, e chi lo vedeva solo come sostanza distruttrice dell’io e disgregatrice della società.

Nei trent’anni successivi diventano assai rari i lavori sull’uso dottore della Cannabis, ed dicono che sia solo con la raffinato degli anni Settanta dello scorso secolo che un timido interesse si risveglierà e che, fra mille difficoltà, cominceranno a riapparire studi su Cannabis e cannabinoidi.

L’oppio è taluno dei farmaci principali ancora oggi medicina fin dai tempi dove essa si confondeva ancora con la magia e con la religione, e certo uno dei pochissimi che per il loro valore hanno attraversato i millenni fino ai nostri giorni. Si può finalmente dire senza paura successo sbagliare che la Cannabis, i suoi derivati, e il sistema dei cosiddetti endocannabinoidi costituiscono uno dei campi di indagine più promettenti della farmacologia e della clinica.

Molte testimonianze affermano che la parola Marijuana entrò nell’uso comune negli Stati Uniti all’inizio del ventesimo secolo principalmente perché le fazioni anti-cannabis volevano sottolineare la messicanità della droga. Non si è in grado di negare che questa mossa, nel presente momento storico, condizionò tutta la storia successiva della Cannabis, impedendone marijuana fatto non solo l’uso terapeutico, ma anche lo studio con i moderni metodi scientifici.

In Europa, lungo tutto il Medio Evo, restano pochissimi riferimenti scritti all’oppio, che cade costruiti in disuso per la diminuzione degli scambi commerciali, l’eclisse delle scienze e prima di tutto la condanna della Chiesa cattolica, secondo la che razza di la malattia e il dolore sono espressioni ancora oggi volontà di Dio ed possono essere evitati solamente con la virtù ed la preghiera.

Una persona che fumasse uno spinello confezionato con metà tabacco e metà cannabis indica (la versione della canapa che solitamente produce un effetto più sedentario, uno sballo più delicato) avrebbe avuto un’esperienza molto diversa da chi beveva il liquore messicano Pulque mangiando qualcosa preparato con cannabis sativa (la versione della canapa più tendente a generare stati di ansia). La paura marijuana gente dalla pelle scura unita alla paura marijuana droghe da incubo usate dalla gente dalla cuoio scura produsse un’ondata marijuana azioni pubbliche contro la minaccia della Marijuana.